SPIEGAZIONE DEL LOGO:


Le lettere che formano la Casa del Giovane in quattro colori diversi, simbolo

della logica della comunione che, come ama dire il nostro Arcivescovo, è quella dell’unità nella diversità: dicono come lo sforzo di costruire una casa ai ragazzi che accogliamo è il frutto del comune impegno di tante forze diverse. I colori, poi, sono quelli delle bandiere dei ragazzi che ospitiamo oggi: Egiziani, Marocchini, Kosovari, Albanesi e Bengalesi; sono loro a colorare, con la loro presenza, la personalità di ciascuno, la cultura e la storia di provenienza, le loro religioni, la nostra (di tutti noi, che vi siamo dentro) casa.

All’interno della casa, la Madonnina, immagine della Chiesa che apre le

braccia ad accogliere i giovani in situazione di svantaggio, ma anche di una Milano che ha proprio nell’accoglienza solidale la cifra del proprio passato e della propria vocazione: la tradizione è così la sorgente di un impegno costantemente rinnovato a rispondere ai nuovi bisogni che si presentano.

Infine due ragazzi, sotto l’abbraccio di Maria, ma con un piede fuori dalla

casa, a simboleggiare il duplice movimento di accoglienza di chi arriva da fuori e di riconsegna alla società di ragazzi capaci di percorrere – resi autonomi – la propria strada.

Al culmine di tutto, la croce. Ritornano le parole di Dostoevskij, riprese nella

lettera del Card. Martini, Quale bellezza salverà il mondo?, del 1999: “la bellezza che salva il mondo è l’amore che condivide il dolore”. In quest’anno nel quale il nostro Arcivescovo ci richiama a guardare al mondo come al campo di Dio, ci sentiamo spinti a coglierne nella logica dell’amore che si fa parte con chi soffre i segni di una Presenza che risponde al bisogno di felicità che abita il cuore di ogni uomo.

Per finire: il colore dei ragazzi e quello della Croce sono identici: il nero, che

è il tratto ordinario della scrittura. Il richiamo alla quotidianità nella quale si realizza l’accoglienza del Signore, sulla quale saremo giudicati: “ogni volta che avrete fatto qualcosa a uno di questi piccoli, l’avrete fatta a me” (Mt 25)